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Appunti e abbozzi PDF

 

In versione HTML l’ingenua introduzione che ne scrissi nel 1998 e il solo testo. Per più sostanziose informazioni (nota critico-testuale, introduzione storica e puntuale commento), invito alla lettura del mio studio PDF.

 

Appunti e abbozzi per un romanzo autobiografico

 

Non sempre del tutto disorganici, pure, i Ricordi, che di questi scritti costituiscono la parte più cospicua, non son altro che appunti. Ma di una spontaneità e sincerità di pensiero - beninteso sempre sorvegliata - che più di una volta ha richiamato alla mia memoria le ultime, straordinarie pagine dell’Ulisse di Joyce. Che il paragone non sia proprio perspicuo sono il primo a riconoscerlo. Pure non lo liquiderei sui due piedi come somiglianza del tutto esteriore. E questo non perché io creda, come qualche moderno critico internettiano in vena di celie, che, malgrado tutto, Leopardi scrivesse questi appunti per un eventuale futuro lettore - Leopardi qui scriveva essenzialmente per sé - ma perché la modernità di queste pagine, rispetto a romanzi come il Werther, come l’Ortis - puntualmente letti ed espressamente citati, e non a caso entrambi, da Giacomo - è veramente sorprendente. Sorprendente è soprattutto l’idea di un romanzo «senza avvenimenti, senza travolgenti passioni» (Fubini), il cui valore non è solo nell’essere la naturale premessa agli Idilli, piccoli e grandi (quante suggestioni vi ritrova l’attento lettore dei Canti!) ma anche in questa intuizione modernissima, che conferma, se ancora ce ne fosse il bisogno, la difficoltà di etichettare il grande poeta di Recanati, a volte uomo del Settecento, o addirittura del Seicento, a volte del Novecento e presto, vedrete, del Duemila. E ancora, cambiati i tempi, se Fubini poteva soffermarsi alla pagina della lucciola, «piccolo idillio quasi compiuto», io rimango affascinato anche dalla brevissima immagine della «facella», dalla sua medesima precarietà, che è quella di ogni vita umana, e che metterei volentieri a emblema di questo piccolo capolavoro.

Il romanzo autobiografico, sulla scia, oltre a quelli citati, della Vita alfieriana, del René di Chateaubriand, della Corinne di Madame de Staël, non si realizzò. Come hanno notato vari critici, fra gli altri il Tartaro e il Sapegno, troppo lirica, e troppo poco narrativa, ne era l’ispirazione. Nondimeno essa trasmigrò, in varie forme, in altri componimenti. La cui ipostasi forse più riuscita, a prescindere dai singoli motivi disseminati un po’ in tutte le opere maggiori e minori, va probabilmente ricercata nell’Ottonieri delle Operette (1824). Quell’Ottonieri il cui nome è menzionato quindi non a caso nell’altro abbozzo coevo agli appunti (1822-23), Alla vita abbozzata di Silvio Sarno (di Ruggero, o Ranuccio, Vanni da Belcolle) e che ha più di un motivo, oltre quello cronologico, per ricollegarsi a queste pagine; tanto più che figura proprio accanto al nome di Rivalta, ultimo tentativo (1825?; 1828?!), finalmente organico ma naturalmente subito abbandonato, di dar vita al romanzo (Storia di un anima scritta da Giulio Rivalta).

 

Ricordi d’infanzia e di adolescenza — I primi tre capoversi furono scritti nel marzo del ’19, tutto il resto nel mese di maggio di quell’anno. Furono pubblicati per la prima volta negli Scritti vari inediti di G. L. dalla carte napoletane, Firenze, Successori Le Monnier 1906. Esemplo dall’edizione del Flora.

Vita di Silvio Sarno — Risale probabilmente al 1822-23. La prima edizione in G. L., Opere, a cura di R. Bacchelli e G. Scarpa, Milano, Gregoriana, 1935. Esemplo dall’edizione del Supplemento generale a cura del Peruzzi (Studi leop. II, Firenze, 1987).

Vita del Poggio — Risale probabilmente allo stesso periodo dei Ricordi. La prima edizione si ebbe nell’edizione commentata dei Canti di F. Moroncini, Palermo 1817. Esemplo sull’edizione del Flora.

Storia di un’anima — Sembra risalire al 1825, come conferma una lista delle opere progettate risalente a quell’anno. Ma sull’autografo è segnato 1828, per cui non è da escludere, con il Solmi, che a tale data risalga l’effettiva realizzazione. La prima ediz. in Scritti vari inediti cit.. Esemplo ancora dall’edizione del Flora.

 

 

© 02-12/1998 —> 08.03.2011